purificatore acqua

Quanto inquina una bottiglia di plastica

Il P.E.T. è la tipica plastica delle bottiglie d’acqua e di altre bevande gassate. Viene inoltre utilizzato per: film per alimenti, palloni sonda, tessuti, bicchieri. Una bottiglia di PET da 1,5 l pesa 35 g, quindi con un kg di PET si fabbricano 30 bottiglie. La produzione di un chilogrammo di PET anche richiede 17,5 chilogrammi di acqua; così, paradossalmente per trasportare 45 litri d’acqua se ne consuma quasi la metà.

L’acqua in bottiglie di plastica costa da 2 a 4,5 euro alla confezione (6 bottiglie da 1,5 l). In realtà il costo effettivo dell’acqua contenuta nelle bottiglie è solo l’1% del costo di produzione totale, mentre l’imballaggio ne assorbe il 60%. Paghiamo la plastica non l’acqua.

Meno della metà dei 480 miliardi di bottiglie vendute nel 2016 sarà riciclato e appena il 7% delle unità recuperate vivrà una “nuova vita” come bottiglia di plastica. La maggioranza della produzione, al contrario, è destinata a disperdersi nell’ambiente: secondo una ricerca della fondazione Ellen MacArthur, finiscono in mare ogni anno tra i 5 e 13 milioni di tonnellate di plastica.

Esistono molti tipi di plastiche, utilizzate nei più disparati settori delle attività umane, tra le principali: il polietilene, il polipropilene, il polivinilcloruro, il polistirene, le poliammidi e il polietilenetereftalato.

A partire dagli anni sessanta del secolo scorso il mercato delle acque minerali ha avuto una forte crescita, uno sviluppo reso possibile grazie all’utilizzo di nuovi materiali che progressivamente hanno sostituito il vetro nella produzione delle bottiglie.

Il PVC (polivinilcloruro) è stata la prima plastica ad essere impiegata per il confezionamento delle acque minerali; questo materiale però ha presentato sin da subito dei limiti importanti in quanto, non essendo sufficientemente impermeabile ai gas, non risulta idoneo per le acque gassate.

Il PET (polietilenetereftalato) ha successivamente trovato forte applicazione nella produzione delle bottiglie, non solo per l’acqua minerale ma anche per le bibite, succhi di frutta, latte, ecc. I contenitori in PET presentano numerosi vantaggi rispetto al PVC: sono leggeri, economici, discretamente inerti e impermeabili ai gas. Questi sono i motivi che hanno il PET la plastica maggiormente utilizzata nel confezionamento dell’acqua minerale e delle bibite in genere.

La plastica non è biodegradabile ma, esposta alla luce del sole, lentamente si decompone in piccoli frammenti. Sebbene l’inquinamento più vistoso sia quello dovuto a oggetti voluminosi, che soffocano o intrappolano gli organismi marini, quello più subdolo è costituito da particelle di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Le cosiddette microplastiche possono essere scambiate per cibo e ingerite da pesci, molluschi e crostacei, accumulandosi nei tessuti.

La concentrazione degli inquinanti organici presenti in questi frammenti, come i cosiddetti ftalati o i metalli pesanti utilizzati in alcune vernici, incrementa perciò ad ogni anello della catena alimentare. Fino a raggiungere il nostro piatto, con conseguenze sconosciute: uno dei mari più colpiti da questa forma di inquinamento è proprio il Mediterraneo a causa del bacino semichiuso e dell’alta densità abitativa lungo le sue coste.

Ripulire gli oceani da questo tipo di inquinamento pulviscolare è un’impresa destinata al fallimento. L’unica possibilità è tagliarne drasticamente la produzione, sostituendo i materiali che le rilasciano: un semplice lavaggio in lavatrice genera quasi duemila microframmenti di plastica per ogni capo d’abbigliamento sintetico, circa il 180% in più delle fibre rilasciate da quelli in lana.

La plastica è un materiale resistente, ma come molte invenzioni umane, deve essere utilizzata, e poi smaltita, con cura. Proprio per la sua durabilità, gli oggetti in plastica hanno assolutamente bisogno di essere opportunamente separati per essere avviati alla raccolta differenziata. Cosa avvenga però a quella plastica dopo che l’impresa di rifiuti urbana l’ha raccoltaè un processo ignoto a molti di noi